Polizze abbinate a finanziamenti (PPI). IVASS e Banca d’Italia a tutela dei clienti.

IVASS e Banca d’Italia, rispettivamente attraverso il Servizio Tutela Consumatore e il Servizio Tutela Clienti e Antiriciclaggio, inviano una circolare a banche ed intermediari finanziari al fine di regolamentare l’offerta di polizze assicurative PPI – Payment Protection Insurance.

Le polizze abbinate ai finanziamenti di banche e altri intermediari finanziari (PPI – Payment Protection Insurance) hanno lo scopo di proteggere il cliente da eventi pregiudizievoli che possano limitare la sua capacità di rimborso del finanziamento. L’attività di vigilanza condotta dall’IVASS e dalla Banca d’Italia nell’ambito delle rispettive competenze ha fatto emergere criticità nell’offerta di polizze vendute in abbinamento a finanziamenti :

  1. contratti assicurativi caratterizzati da esclusioni, limitazioni e carenze tali da ridurre significativamente la portata delle garanzie;
  2. modalità di offerta dei contratti non sempre improntate a canoni di trasparenza e correttezza;
  3. costi che potrebbero essere eccessivi e poco giustificati.

Dette criticità trovano conferma nelle segnalazioni di alcune associazioni dei consumatori che hanno, in particolare, portato all’attenzione la pressione esercitata sui clienti dalle reti distributive, in prevalenza banche e intermediari finanziari, per collocare polizze PPI facoltative.

L’IVASS, oltre a intervenire sui singoli casi oggetto di reclamo, ha svolto accertamenti ispettivi presso alcune compagnie di assicurazione e anche presso aziende di credito e società finanziarie che agiscono da intermediari assicurativi. Essi hanno confermato le criticità emerse, comportato l’adozione di misure correttive e sanzionatorie e reso necessario emanare la lettera al mercato del 17 dicembre 2013, con la quale si è ribadita l’esigenza che le reti distributive valutino bene l’adeguatezza dei contratti proposti alla clientela.

La Banca d’Italia, in esito all’attività di vigilanza svolta nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari, ha effettuato interventi nei confronti di singoli operatori e sollecitato il sistema ad adottare comportamenti improntati a canoni di maggior correttezza specie nei comparti ove erano emerse particolari criticità riferibili alle polizze vendute in abbinamento a prodotti bancari e finanziari; specifiche previsioni sono state inserite nelle disposizioni emanate al fine di una corretta rappresentazione alla clientela delle caratteristiche e dei costi connessi a tali polizze.

Si illustrano di seguito le criticità rilevate sia dal lato della produzione sia da quello della distribuzione. Si forniscono quindi alcune indicazioni per gli intermediari e le imprese assicurative atte a migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti, alcune considerazioni sulla struttura e sul livello dei costi  e indicazioni procedurali.

1. Criticità nella produzione (imprese di assicurazione)

Caratteristiche dei prodotti e adeguatezza del contratto in presenza di pacchetti multirischio con “garanzie rotanti”

Dalle verifiche dell’IVASS sono emerse diverse criticità riconducibili al disegno dei prodotti:

– in molti casi le diverse garanzie assicurative costituiscono un “pacchetto” inscindibile per il quale il cliente versa un premio indistinto; esse tuttavia operano solo “a rotazione“ in funzione delle condizioni soggettive in cui si troverà l’assicurato al momento del sinistro;

– ciò comporta la sottoscrizione del “pacchetto” e il pagamento di un premio unico indistinto da parte di soggetti che in realtà non beneficeranno mai di una o più delle garanzie acquistate;

– tale costruzione, secondo un approccio “one size fits all”, svuota di significato le valutazioni di adeguatezza delle coperture rispetto alle specifiche esigenze assicurative del cliente.

Durata, esclusioni, rivalse, carenze, franchigie

Nelle condizioni di polizza è stata rilevata la diffusa presenza di clausole contrattuali che comportano una significativa riduzione delle garanzie, tra cui: durate delle coperture assicurative non allineate alla durata del finanziamento; periodi di “carenza” e/o di “franchigia” eccessivamente estesi e spesso cumulati tra di loro; un numero di rate rimborsabili dall’impresa di assicurazione inferiore al numero totale delle rate del finanziamento; modalità di determinazione delle somme assicurate non chiare; delimitazioni delle garanzie che, di fatto, “svuotano” di contenuto le coperture assicurative.

Dichiarazione di buono stato di salute

L’IVASS riceve molti reclami in relazione a sinistri per il caso di morte o invalidità permanente, in cui la prestazione è stata rifiutata dall’impresa sul presupposto che l’assicurato abbia taciuto, allatto della stipula, malattie pregresse che, ove conosciute, avrebbero determinato l’inassicurabilità del rischio. Le citate segnalazioni mettono in evidenza che spesso i profili di inassicurabilità del cliente o di non operatività delle garanzie, che dovrebbero essere presi in esame al momento assuntivo, vengono, invece, eccepiti solo al momento della fase liquidativa per rifiutare il pagamento della prestazione. Tali criticità appaiono connesse con il diffuso utilizzo di una “dichiarazione di buono stato di salute” prestampata da far firmare all’assicurato, in luogo di un questionario sanitario che offra all’assicurato la possibilità di rendere risposte consapevoli e meditate sul proprio stato di salute. L’utilizzo di tale dichiarazione – di cui è stata riscontrata la presenza solo nei PPI e non anche nelle polizze vita vendute standing alone – sembra rispondere soprattutto alle logiche di collocamento dei distributori, che spingono per la massima semplificazione della trattativa e del processo assuntivo. In altri casi, è emersa la sottoposizione al cliente di un questionario sanitario più articolato, le cui risposte risultano però essere state “precompilate” dall’applicativo informatico e sottoposte alla firma del cliente per mera accettazione.

Rimborso dei premi non goduti in caso di estinzione anticipata del finanziamento

In caso di estinzione anticipata del finanziamento, sono ancora numerosi, nonostante gli interventi legislativi e regolamentari in materia, i consumatori che lamentano la mancata o tardiva restituzione della parte di premio pagato relativa al periodo residuo rispetto alla scadenza originaria e l’opacità del relativo procedimento di calcolo adottato dalle imprese, che non consente di verificarne la correttezza.

2. Criticità relative sia alla produzione sia alla distribuzione

Polizze a copertura della perdita di impiego.

Sono emersi casi in cui le imprese rifiutano il pagamento della prestazione per la copertura “perdita d’impiego” eccependo che l’assicurato non è in possesso dei requisiti previsti dalla polizza per accedere all’indennizzo. Ad esempio: – lavoratore dipendente pubblico, mentre la garanzia assicurativa opera solo per i dipendenti di una impresa privata; – lavoratore part-time, mentre la garanzia è prestata solo nel caso di lavoro full-time; – lavoratore di un’impresa individuale gestita da un ascendente o discendente, mentre la garanzia non opera in caso di ditte familiari. L’attività di vigilanza dell’IVASS ha messo in evidenza che né l’intermediario assicurativo, all’atto del collocamento della polizza, né l’impresa di assicurazione, all’atto dell’assunzione in portafoglio del relativo rischio, hanno posto in essere controlli sulla sussistenza dei requisiti di assicurabilità, determinando di fatto il pagamento da parte del cliente di premi senza una corrispondente copertura assicurativa. E ciò, sebbene, all’atto della erogazione del finanziamento, l’intermediario assicurativo disponesse delle informazioni che consentivano di verificare lo status di lavoratore e dunque la presenza delle condizioni di assicurabilità.

Criticità nei processi distributivi (intermediari collocatori)

Tie-in (vendita combinata finanziamenti/polizze)

Dalle risultanze degli accertamenti ispettivi autonomamente condotti nei rispettivi ambiti di competenza dall’IVASS e dalla Banca d’Italia sono emersi casi in cui l’erogazione del prestito è risultata sistematicamente abbinata alla sottoscrizione di una polizza di assicurazione nonostante la natura facoltativa di quest’ultima. Alcuni indici di “penetrazione assicurativa” rilevati, risultati anche superiori all’80%, possono essere sintomatici del carattere sostanzialmente vincolato delle polizze. Anche alcune Associazioni dei consumatori hanno segnalato tale criticità sulla base di indagini di mystery shopping svolte presso sportelli bancari, dalle quali è emerso che in una percentuale significativa di casi la polizza continua a essere proposta ai clienti come condizione necessaria per accedere al prestito, presentandola come obbligatoria o “facendo capire” al consumatore che è fortemente consigliata per superare favorevolmente l’istruttoria per l’erogazione del prestito. Altro elemento di criticità è rappresentato dal premio delle polizze che continua a essere richiesto interamente in via anticipata e spesso forma anch’esso oggetto di finanziamento. Tale scelta commerciale è condizionata dall’applicazione sul premio unico di provvigioni precontate a favore dell’intermediario, a volte superiori al 50% dello stesso.

Informativa e verifica di adeguatezza in fase precontrattuale

Come descritto al precedente paragrafo, l’IVASS ha inoltre rilevato che gli intermediari non sempre svolgono le verifiche di adeguatezza in fase precontrattuale, con la conseguenza che spesso i prodotti vengono venduti a soggetti non assicurabili, in quanto non in possesso dei requisiti previsti dalle condizioni di polizza per beneficiare della copertura venduta. Inoltre, i profili di inassicurabilità non sono eccepiti dall’impresa assicurativa in fase assuntiva, ma solo al momento del sinistro, dando luogo al rifiuto della prestazione. Viene inoltre riscontrata una diffusa carenza dell’informativa resa ai consumatori sulle caratteristiche del prodotto assicurativo; in molti casi l’assicurato non è adeguatamente informato, al momento dell’acquisto della polizza, delle garanzie effettivamente a lui applicabili e delle limitazioni ed esclusioni operanti.

Indicazioni per le imprese e gli intermediari

Su un piano generale, si osserva che il conseguimento dei benefici derivanti dalla stipula di polizze assicurative a copertura dei rischi di mancato rimborso dei finanziamenti presuppone che le caratteristiche delle garanzie rispondano alle reali esigenze di copertura dei rischi e che la distribuzione dei prodotti sia improntata a canoni di correttezza sostanziale. L’IVASS e la Banca d’Italia hanno avviato una collaborazione finalizzata a superare le criticità esistenti e, tenuto conto della necessità di innalzare il livello di tutela dei clienti, si aspettano che gli operatori si attengano alle indicazioni riportate di seguito.

Per conoscere tutte le disposizioni che IVASS e Banca d’Italia hanno dato a banche e intermediari, puoi leggere la circolare integrale cliccando qui.