La corsa al Rating delle imprese per ottenere credito

Sono quasi quintuplicate le richieste di “giudizio” o “rating”, una sorta di pagella, dell’Autorità Antitrust che consente alle imprese con più di due milioni di euro di fatturato di accedere ai finanziamenti pubblici e al credito bancario. Sono soprattutto società del Nord con un fatturato tra i 5 e i 50 milioni e con meno di 50 dipendenti.

Tutti a caccia delle “stellette” per ricevere finanziamenti e commesse pubbliche. Sono più che raddoppiate nel 2014, rispetto al 2013, le richieste inviate all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato per ottenere il Rating di legalità. Nel 2013, quando entrò in vigore il Regolamento dell’Agcm, le richieste furono 142; nel 2014 sono state 402, per un totale di 544 al 31 dicembre scorso. “Il trend in forte crescita – commenta il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella – conferma la validità e l’efficacia di un meccanismo premiale in funzione della trasparenza e della libera concorrenza: questo, insieme alla repressione e alla punizione dei reati, è il miglior antidoto contro quella tassa occulta che è rappresentata dalla corruzione”.

Approvato dal Parlamento alla fine del 2012, il Rating di legalità è lo strumento con cui l’Agcm attribuisce un punteggio, da una a tre “stellette”, alle imprese virtuose che hanno un fatturato superiore ai due milioni di euro annui e rispettano una serie di requisiti giuridici e “qualitativi”. Per ottenere una “stelletta”, il titolare dell’azienda e gli altri dirigenti non devono avere precedenti penali per i reati previsti dal decreto che regola la responsabilità amministrativa delle società (la 231 del 2001) e per i principali delitti contro la pubblica amministrazione nonché per reati tributari. Nei confronti di tali soggetti non deve, inoltre, essere stata iniziata l’azione penale per reati di stampo mafioso.

Per quanto riguarda l’impresa, non deve aver commesso illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al decreto legislativo n. 231 e non deve essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti antitrust e in materia di tutela del consumatore. L’impresa inoltre deve effettuare pagamenti e transazioni finanziarie oltre i mille euro esclusivamente con strumenti tracciabili. Per ottenere un punteggio più alto, il Regolamento indica altri sei requisiti: due “stellette” se ne vengono rispettati la metà, tre “stellette” se vengono rispettati tutti.

Le stellette servono per ottenere finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e per accedere al credito bancario. In forza della stessa normativa, “gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta”.

Sul sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato le modalità per le istruzioni per l’inoltro della domanda di attribuzione del rating: www.agcm.it/rating-di-legalita.html